Il vero Pecorino Romano… deve essere un pò burino.

Il vero Pecorino Romano… deve essere un pò burino.

Il vero Pecorino Romano… è un formaggio burino – Degustando un prodotto antico.

Il Pecorino Romano come è immaginabile trova le sue origini nelle campagna del Lazio oltre 2000 anni fa, veniva prodotto per sfamare i legionari e servito alle tavole dei Patrizi nell’antica Roma. Nell’800 venne iniziata la produzione anche in Sardegna dove attualmente viene prodotto gran parte di quello che troviamo nei super mercati ed in piccole percentuali anche in alcune zone del grossetano in Toscana.

Come al solito Italy Terrae è a caccia di prodotti che hanno una storia antica ed unica, quindi ci siamo diretti laddove tutto ha avuto origine: le campagne romane e precisamente nella zona della Riserva di Nazzano Tevere Farfa, nei Comuni di Nazzano, Torrita Tiberina e Montopoli di Sabina alla ricerca di uno dei formaggi più esportati nel mondo.

In quella zona si produce un Pecorino Romano Dop dalle origini semplici e soprattutto l’unico ad essere prodotto nella provincia di Roma sotto denominazione a garanzia della provenienza del latte esclusivamente dalle aree laziali delle province di Viterbo e Latina, fatto solo con latte di pecora, caglio e sale e questo  ci piace molto, viene lavorato artigianalmente in ogni fase della produzione (anche se questo termine non è che ci piaccia tanto portandoci a pensare ad altro…) dal taglio, alla formatura, ai 4 cicli di salatura a secco ed alla stagionatura, senza rischiare di far torto a qualcuno in questo caso il  vero “cacio pecorino“ lo abbiamo trovato.

Un nostro vecchio conoscente e carissimo amico ci sta aspettando, non vuole essere citato…dice che ha paura di essere “invaso“ da gente che non sa apprezzare certe “cose“… noi comprendiamo, ma credetemi ne vale veramente la pena, un locale dove si respira tradizione, sapori robusti che evocano tradizioni antiche, profumi “tosti“ non per tutti, si … siamo senz’altro nel posto giusto, (Ah se vi abbiamo incuriosito possiamo sempre chiedere al nostro amico di ospitarci per una degustazione…basta un semplice click).

Tagliamo insieme una bella forma, di oltre 10 mesi, cazz…., un profumo che ti “starnazza“ scusate in Italiano, un profumo esuberante, una promessa, un invito alla degustazione, che certo non tarda ad arrivare, prima fetta in bocca semplice, semplice, ari cazz…., va beh ora non traduco, un sapore al palato spavaldo, fiero, ricco di note vegetali e profumi di fiori e frutta, una sapidità “gnorante“ come deve essere, ma non sgradevole, giusta per tenere il sapore in bocca per un pò di tempo, cosa eccezionale, una sapidità che offre sensazioni toste, ma non copre affatto i caratteri aromatici del Pecorino.

Lo proviamo anche con un filo d’olio evo… che te lo dico a fà, poi il trionfo in un piatto di cacio e pepe ed infine accompagnato da miele locale e noci…

Pieni come un uovo lasciamo il nostro caro amico, peraltro non ci ha nemmeno fatto pagare il conto… grazieeeeeeeee, qualche nota del sapore del vero Pecorino Romano ancora risuona, ma deve essere così, era proprio quello che stavamo cercando, perché questo antico formaggio deve essere un pò “burino“, ricordare la sua provenienza, le sue origini, riportando la mente al gregge di pecore al pascolo nelle colline o pianure laziali, quando lo avviciniamo o lo mettiamo in bocca il profumo ed i sapori ci devono far pensare al Pecorino Romano come ad un formaggio un pò Burino.